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YELLOW DRESS

di Valentina Bindi

 

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Ideale se cerchi: un libro sapphic romance con la S maiuscola, age gap e non solo, passione, tensione, rapporto madre-figlia, lesbodramma in generale. 

 

Pesantezza: ma va là. 

 

Ambientazione geografica: boh. 

 

Ambientazione temporale: contemporaneo direi di sì.

 

 

YELLOW DRESS

 

Decisamente un libro che solletica le fantasie più proibite, specie se ti vuoi fare la madre della tua ragazza, ma in fondo non è colpa tua se è una sorca de cristo. 

 

FACCIAMO UN BREVE RIASSUNTO:

 

Protagoniste della nostra storia sono Emma, Ingrid e Sofia (ndr: riscritti dieci volte sti nomi perché sto leggendo ventordici libri insieme e mi sto confondendo le ragazze). 

Ruoli! Rullo di tamburi:

 

Emma, la nostra protagonista, l’io parlante o semplicemente la combinazione di lettere più pronunciata dalle altre due; non vi potete sbagliare, diciamo. 

 

Sofia, la fidanzata della protagonista. 

 

Ingrid, la madre di Sofia che è la ragazza di Emma (metti che vi foste già dimenticate). 

 

Partiamo in quarta con la prima scena a casa di Sofia, dove Emma sta trascorrendo delle piacevoli ore, se non che la lettrice più attenta noterà subito lo sbavare così discreto di Emma per Ingrid, che sarebbe la suocera. 

 

Ingrid, che è mezza svedese, o forse tutta svedese, o non è svedese ma è di uno di sti paesi del nord Europa, è tipo figa, bionda con gli occhi azzurri. Emma ci dice che Sofia le assomiglia, ma non è bona come la madre. 

 

Quindi a un certo punto diventa tutto un gioco di sguardi, di dita che si sfiorano per sbaglio, di ambiguità: insomma, la madre ci sta? (ho fatto la rima)

In un climax che sembra dimostrare come Bindi abbia una passione per il BDSM, in quanto pare divertirsi a torturare la lettrice che attende pazientemente che qualcosa si infranga (notare il termine), vedremo come Emma (scusate, era un po’ che non la nominavo) riuscirà a districarsi in questo tripudio di sorche de cristo a destra e a manca. Porella, sarà provata.

 

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FACCIAMO UNA BREVE RECENSIONE:

 

 

Dicevo, un Sapphic Romance in pieno stile. Bindi ci serve su un piatto d’argento una passione davvero proibita: volersi fare la madre della tua ragazza, o peggio, innamorarsene. 

 

Come dicevo più sopra, il libro tiene sulle spine, tra la paura di essere sgamata da Sofia e la tensione crescente man mano che la storia va avanti.

 

Il più delle volte mi sono ritrovata a urlare a tutte le protagoniste: "Ma che cazzo fai?", "Ma te ne vai?", "Pronto?", "Ma cos?", "Ma tutto bene?". Seeeeeeee, ma col cavolo, vedi le testate che partivano! Ma le protagoniste sono più mature di me, a quanto pare. 

 

Purtroppo a Valentina Bindi piace giocare con la mia etica e mi fa fare anche a sto giro la figura della morigerata, ma tant’è. Ma la devo smettere di giudicare i personaggi, lo so, ma che devo fare?

 

Bene, io vado a contare quante volte viene chiamata Emma; Valentina Bindi, se ci vuoi fare un count tu e ce lo fai sapere nei commenti, ne saremo tutte felici. Voi adesso non vi presentate a casa della vostra fidanzata per provarci con la madre, che è già un miracolo che abbiate una fidanzata.

 

FACCIAMO UNA BREVE MORALE:

 

 E mi viene un sorriso triste a scrivere oggi che una grande Emma (Bonino) ci ha lasciate.

 

FACCIAMO UNA BREVE VOTAZIONE:

 

Lesbodramma: ★★★★★

Virginia Woolf: ★★★

Poiana: 


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Yellow Dress di Valentina Bindi | recensione

2,99 €Prezzo
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