LADRA
di Sarah Waters
Ideale se cerchi: un libro lesbo per chi ama il thriller psicologico, Dickens e i libri classici, se cerchi protagoniste femminili indimenticabili, inganni e epoca vittoriana.
Pesantezza: denso e viscerale, un viaggio che ti accompagna anche dopo aver chiuso con l’ultima pagina.
Ambientazione geografica: Borough (a Londra).
Ambientazione temporale: 1862.
LADRA
"Il mio nome, in quei giorni, era Susan Trinder. La gente mi chiamava Sue. Conosco l'anno della mia nascita, ma per molto tempo non ne ho saputo il giorno e festeggiavo il mio compleanno a Natale."
E già nell’incipit partono colpi di scena, ma ora vi spiego.
FACCIAMO UN BREVE RIASSUNTO:
La storia ha inizio nel 1862, nel quartiere londinese di Borough, un dedalo di vicoli malsani (e già questo mi ha incuriosita, invece che ritrovarmi subito nel salotto “da bene”), dove la piccola orfana Sue Trinder viene cresciuta da un’improbabile famiglia di ladri e ricettatori. Ah, ma non stiamo a Baggio anni’80?
La sua esistenza, fatta di stenti e furti di piccola entità, viene stravolta quando un truffatore affascinante, noto a tutti come "il Gentleman", le propone il colpo della vita: fingersi la damigella di compagnia di Maud Lilly, una ricca ereditiera che vive reclusa in una sinistra dimora di campagna, per aiutarlo a sedurla, sposarla e infine farla rinchiudere in manicomio, appropriandosi della sua cospicua dote.
Sue accetta, convinta di poter manipolare la giovane ereditiera, ma il piano, apparentemente semplice, inizia a incrinarsi non appena le due ragazze si incontrano. TADADAAAAMMM!
Perché, citiamo questi giorni Elodie a Franceska sul palco del concerto con Sferaebbasta: “dopo di te, mai più nessuna”.
Tra le mura, fatemi dire, soffocanti della casa di Maud, dove lo zio della ragazza gestisce una biblioteca di testi proibiti, nasce un legame inaspettato e profondo, che scardina i piani dei criminali. E pure i tuoi.
FACCIAMO UNA BREVE RECENSIONE:
Allora. Intanto io te lo dico e qui c’è lo scarico di responsabilità. Vuoi un libro che abbia dei colpi di scena e non sia quello con le solite due lesbiche che si trovano, bacetti e ditetti e linguetti e poi ci sposiamo? Leggitelo! Però poi ti troverai immersa in una narrazione che, a metà volume, subisce un terremoto narrativo stile Giappone: la prospettiva si sposta e ciò, che io personalmente credevo essere vero, si rivela un miraggio costruito coi fiocchi: ogni certezza sulla moralità dei personaggi crolla, trasformando un romanzo che odorava di formazione in un thriller psicologico feroce.
Sarah Waters gioca magistralmente con i pregiudizi vittoriani sulla classe sociale e sul genere, portando i personaggi - e me e te e tutte quante - in un labirinto di inganni dove nessuno è ciò che sembra. La trama non è solo una cronaca di una truffa vittoriana, ma un’indagine cruda sulle catene invisibili che legano le donne dell’epoca, prigioniere di uomini avidi o di convenzioni soffocanti. La scrittura? E’ come andare a QC Terme con le docce emozionali e sensoriali, rende l’atmosfera londinese quasi palpabile, sospesa tra il degrado dei sobborghi e la ricchezza decadente della nobiltà di provincia. Mi sono immaginata praticamente col doppiopetto e il berretto a girare lì con le protagoniste.
Sapete che Lesbook sa essere cazzona, ma il risultato finale qui è un capolavoro di struttura e rendiamo merito alla Waters dicendo quello che la tua psicologa ti avrà detto almeno una volta a 70 euro in 50 minuti: la verità della tua vita emerge solo attraverso la distruzione sistematica di ogni falso mito che ci creiamo con quella persona manipolatrice, lasciando te a pagare sti 70 euro e poi a riconoscerti pure stordita di fronte alla complessità della struttura del piano che sta maledetta aveva ordito. Perché si sa, la manipolazione la riconosci solo alla fine.
Se ci penso, qui di dissing non ne posso fare tanto perché entrambe le protagoniste sono prigioniere: Sue della povertà e della criminalità, Maud di un palazzo tetro e di un tutore dispotico.Parliamo ora di come incontrerai scritte queste cose: qusta non è una storia lineare. Il libro è diviso in tre parti: la prima segue Sue, la seconda Maud e la terza scardina tutto ciò che credevi di sapere.
È un thriller psicologico basato sulla manipolazione della percezione del lettore. La struttura tripartita costringe il lettore a rimettere costantemente in discussione la propria empatia verso i personaggi. E’ come stare sul roller coster di Mirabilandia tutto il tempo. Mai mai mai scontata Sarah Waters!
Ma d’altronde ci aveva già abituato bene in Gli ospiti paganti.
Questo non è solo un romanzo storico, signore mie, è una matrioska di inganni. Sarah Waters trasforma la classica truffa vittoriana in un labirinto psicologico dove il vero ladro è il pregiudizio sociale. Dice niente anche al giorno d’oggi, signor tenente??I colpi di scena si susseguono ed anche quando sei convinta di aver ormai compreso gli intrecci, c'è sempre un mannaggia alla miseria di plot twist.
C’è anche una serie tv della BBC ma i viaggi che Lesbook si fa leggendo libri non è manco paragonabile ai film di Christopher Nolan.
FACCIAMO UNA BREVE MORALE:
Scusami, ma è “... soltanto l'amore che alla fine mi induce a farle del male.”
FACCIAMO UNA BREVE VOTAZIONE:
Lesbodramma: ★★★★★
Virginia Woolf: ★★★★★
Poiana: ★★
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Fine
Ladra di Sarah Waters | recensione
Autrice:
Sarah Waters
N°Pagine:
512
Categoria:
Libro lesbo


















Recensioni
Amo Sarah Waters, questo libro a mio avviso fantastico fa un modo che fino alla fine la suspense regni sovrana. No spoiler ma bisogna arrivare alla fine per rimanere del tutto stupiti