LA RAGAZZA CHE ANNEGA
di Caitlín R. Kiernan
Ideale se cerchi: un libro lesbo crepuscolare, sirene, lupi mannari mannari, fantasmi,
malattie mentali, un sacco di citazioni, racconti dentro il romanzo, ossessioni e colpi di fulmine.
Pesantezza: denso.
Ambientazione geografica: Providence.
Ambientazione temporale: 2010.
LA RAGAZZA CHE ANNEGA
Dovrete avere una cultura letteraria bella pesa per capire tutti i riferimenti all’interno di questo gioiellino, spoiler: noi non l’abbiamo.
FACCIAMO UN BREVE RIASSUNTO:
Fai il riassunto, dice. La fai facile, direi io. Come te lo riassumo un libro di questo genere?
Mica facile, ma ci si prova. Io direi di partire dall’unica cosa certa: Imp, acronimo di India Morgan Phelps, sta scrivendo una storia di fantasmi.
Già qui non siamo corrette, già qui non si capisce bene chi scriva, cioè scrive lei in prima persona, ma anche in terza. Cosa? Eh ragazze, è così.
Che poi non è neanche una storia di fantasmi, perché potrebbe essere di sirene o di lupi mannari. Cosa? Eh ragazze, è così.
Non ci state capendo niente, vero? Eh ragazze, è così.
Ma cerchiamo di capirci qualcosa.
In pratica, avete presente quando vi appassionate a un libro, a un’opera d’arte, a un film, a Elodie, e ne diventate ossessionate? Magari non è mainstream, quindi vi attaccate a quei piccoli frammenti che trovate in giro di un articolo e vi ci attaccate come un accollo. Ecco, se avete provato questo nella vostra vita, capirete l’ossessione di Imp per La ragazza che annega, un’incisione vista anni prima che ritrae una ragazza in un bosco che sta entrando in un laghetto. Ora, la ragazza ha l’acqua che le arriva alle caviglie: chiamarlo La ragazza che annega mi pare un tantinello eccessivo, ma questi so’ artisti.
Per inciso, Imp ritiene che quest’opera l’abbia infestata. Scrivere questa storia di fantasmi è il suo modo di liberarsi di questa infestazione. Ma l’incisione è solo la punta dell’iceberg, non so bene se della storia o dell’infestazione.
Imp vive con la sua ragazza Abalyn quando, una sera, trova sulla strada una ragazza nuda sul ciglio della strada, Eva Canning, e se la porta a casa con buona pace della fidanzata, che non la prende tanto bene. No, non è gelosia, è paura. Dei fantasmi, direte voi? No, della salute mentale di Imp.
La nostra protagonista, e qui arriviamo al punto, ha dei problemi di natura psichiatrica (spero di usare i termini corretti), che hanno attraversato le generazioni della sua famiglia: sua madre e sua nonna presentavano le stesse problematiche.
Quindi? E quindi chi può dire che ciò che Imp ci sta narrando sia vero, sia frutto di un
momento di crisi, dell’assenza di farmaci o di un gioco della sua mente che confonde ossessioni per realtà?
FACCIAMO UNA BREVE RECENSIONE:
Boh, raga, Caitlín R. Kiernan ha realizzato quello che vorrei realizzare io: mettere insieme una caterva di roba letta, vista e sentita e tirarne fuori un libro che riesca a mettere insieme tutte queste esperienze.
Vi dicevo all’inizio che ci sono un botto di citazioni, alcune evidenti (cioè, che so: mettiamo su i Radiohead), altre sottilissime, che non tutte verranno capite dalla lettrice.
Alla fine del libro la traduttrice ci presenta i riferimenti a Shakespeare, Lovecraft (basti pensare a dove è ambientato il libro), Bowie, Poe, Melville, Le Guin, Carroll.
Il libro è pregno, entriamo direttamente nella testa di Imp e già stare dentro alla testa di qualcuno è cosa assai ardua; immaginate di stare nella testa di chi si definisce pazza.
Leggere questo libro è stare su una tavola da surf tra onde calme e cavalloni, tra realtà e distorsione. Tra cosa sta succedendo davvero o forse no, tra quello che dichiara Imp per poi scoprire che non è tanto sicura, che forse ci sono due versioni della storia o forse solo una.
Credo che ora la mia nuova ossessione, o infestazione, sarà Caitlín R. Kiernan. Non riesco a raccontare degnamente, o senza fare un torto all’autrice (mentre scrivo su Google Fogli mi sottolinea “all’autrice” e me lo vuole correggere con “all’autore”, ma tutto bene?), l’impressionante lavoro che ha fatto per ogni singolo paragrafo, così pregno e vivo.
Di certo non una lettura semplice, ve lo dico.
Inoltrissimamente! Nel romanzo sono presenti, sempre scritti da Imp, non uno, non due, ma ben tre racconti, che è tipo una cosa su cui io sbavo quando ci sono storie dentro la storia (immaginatemi con gli occhi a cuoricino davanti al poster di Caitlín R. Kiernan e con le manine intrecciate sul petto).
Per chi non ama il genere horror (non fa paura non temete), vi posso dire che ricorda molto Dylan Dog, dove mostri e fantasmi non erano altro che esseri umani.
Io vado che devo fare benedire la casa dal prete, voi adesso non vi addentrate per boschetti, che vi cagate sotto solo a provarci con una ragazza.
FACCIAMO UNA BREVE MORALE:
Who would you call? ghostbusters!
FACCIAMO UNA BREVE VOTAZIONE:
Lesbodramma: ★★★
Virginia Woolf: ★★★★★
Poiana: c’è un fantasma… (o forse no)
Se ti è piaciuta questa recensione e vuoi supportare il progetto Lesbook, ACQUISTA QUI. Per te non cambierà nulla, mentre Lesbook riceverà un piccolo aiuto. Grazie :)
Fine
La ragazza che annega di Caitlín R. Kiernan | recensione
Autrice:
Caitlín R. Kiernan
N°Pagine:
410
Categoria:
Libro lesbo

















