INTERVISTA ALL'AUTRICE
Benvenuta alle interviste di Lesbook, lo spazio dedicato alle voci che stanno plasmando l’universo della narrativa WLW nel queer contemporaneo.
Qui incontriamo autrici capaci di emozionare, sorprendere e raccontare il mondo attraverso storie che parlano di identità, coraggio e amore in tutte le sue forme.
Ogni intervista nasce con un obiettivo: entrare nel laboratorio creativo dell’autrice, scoprire da dove nasce un’idea, come prendono forma i personaggi e quali sfide accompagnano il viaggio della scrittura. Un momento intimo, autentico e senza filtri, pensato per portare le lettrici dietro le quinte del romanzo e dentro le emozioni di chi lo ha scritto.
Oggi abbiamo il piacere di ospitare Veronica Minoccheri, che ci accompagna in un dialogo fatto di ispirazioni, processi creativi e progetti futuri. Pronte a scoprirla?
Breve presentazione dell’autrice, del libro e del tema principale.
Minoccheri Veronica nata troppi anni fa in romagna, biologa, leggo libri e guardo film e serie tv, mi piace scrivere, ho scritto racconti brevi e due libri. Sto frequentando il secondo anno di un corso di sceneggiatura di Roma, sto scoprendo la scrittura per il cinema e mi sta appassionando. “Quella granculo di Cenerentola” è il mio primo libro, parla della scoperta di sé, di una professoressa di italiano e due suoi studenti, di nuovi amori, di un bar, di desiderio e di un vento molto forte.
1. Come è nato questo progetto? Ricordi il momento preciso in cui l’idea ha iniziato a prendere forma?
Sono passati tanti anni ma ricordo molto bene che sentivo una spinta, come se fosse una urgenza buttare giù le parole. Senza pensare alla trama a come iniziare a che parole utilizzare iniziai a scrivere su pc.
Come sono nati i personaggi? Partivano da un’immagine precisa, da un’emozione o sono cresciuti strada facendo?
Andrea l’avevo ben chiara perché abbiamo tante cose in comune mentre di Alex ero certa solo per quanto riguarda l’aspetto fisico, il resto è nato durante il percorso. La prima stesura è stata pura emozione.
Qual è stato il momento più entusiasmante della scrittura e quale, invece, quello che ti ha messo più alla prova?
I momenti più entusiasmanti riguardano la scrittura dei dialoghi con i genitori, con Diego, ovviamente gli incontri con Alex e il sesso, mi sono divertita molto a scrivere il rapporto con la classe. Il finale mi ha messa a dura prova, come concludere è stato complicato, dare a tutto il mio senso.
Hai mai avuto un momento di stallo o di sconforto, in cui hai pensato di mollare tutto? Se sì, cosa ti ha fatto andare avanti?
Tante volte, scrivere è difficilissimo! Mi hanno spinta le mie amiche, è stato il loro entusiasmo a convincermi. Quando mi sono “autopubblicata” le persone mi scrivevano recensioni bellissime e anche grazie a loro dopo anni ho ricominciato a inviare il manoscritto ad altre case editrici e Bookabook mi ha presa in considerazione.
5. Cosa puoi anticiparci del tuo futuro letterario? Hai già un progetto in lavorazione o un’idea che ti sta chiamando?
Io ho già scritto un secondo libro “Anna come sono tante” che ho autopubblicato. Ora sto scrivendo per il cinema, ho già scritto un corto alla fine delI' anno di un corso di sceneggiatura (ma non ancora girato e chissà se sarà girato) e ora sto scrivendo una serie con un gruppo di lavoro.
6. C’è un personaggio a cui sei particolarmente legata? E uno in cui ti riconosci di più? Perché?
Come ho già scritto prima sono legata ad Andrea, è sicuramente una parte di me, anche se nulla di quello che è scritto nel libro mi è capitato (ma Alex potrebbe ancora arrivare, no?). Ho sicuramente un’amica come Marta, Margot era la mia cagnolina che non c’è più da agosto, e i rapporti famigliari erano simili 25 anni fa. Sicuramente sono diversa nell’approccio “amoroso”.
7. Quale tema o messaggio speri arrivi più forte alle lettrici?
Spero che si lascino spingere dal vento delle loro emozioni, che non lottino per essere qualcosa di diverso da sé stessi.
8. C’è un aneddoto curioso o un dettaglio nascosto che nessuno ha ancora notato nel libro?
La mia passione per la donna con il 12? Scherzo…sicuramente la figura della sorella è stata una domanda, chi mi conosce mi ha chiesto come mai è appena accennata anzi sembra quasi sia una rompiscatole. Invece no mia sorella è una spalla silenziosa, sempre dalla mia parte, come se mi guardasse a distanza per accertarsi che va tutto bene, non chiede mai.
Ma mentre scrivevo il libro avevamo vite davvero diverse e non era fondamentale inserirla come personaggio.
9. Cosa ti emoziona di più nel dialogo con le tue lettrici e lettori? C’è un feedback che ti ha colpita?
In particolare mi hanno colpita le persone che mi hanno ringraziata, per una risata, per una frase o per una situazione in cui si sentivano comprese.
10. Qual è il sogno grande, irraggiungibile, un po’ folle, che ti auguri di realizzare come autrice nei prossimi anni?
Se parliamo di follia sarebbe bellissimo vedere realizzata una mia sceneggiatura. Al momento sono concentrata su questo anche se ogni tanto picchietta in testa un nuovo argomento per un libro ma non l’ho ancora identificato chiaramente, faccio finta di non sentirlo.
Ringraziamo Veronica Minoccheri, per averci fatto entrare nel suo mondo. Ora la prossima domanda falla tu lettrice!

