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MANDIBULA

di Mónica Ojeda

 

 

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Ideale se cerchi: un libro lesbo non per tutte, con protagoniste adolescenti, non detti,
violenza, riti iniziatici, creepypasta, bullismo e manipolazione.
Pesantezza: per stomaci forti.
Ambientazione geografica: Guayaquil - Ecuador.
Ambientazione temporale: 2010.

 

MANDIBULA


Partiamo subito col dire che io non c’ho capito un cazzo di sto libro, sarò sempre onesta e sincera, specie sulle mie debacle cerebrali.


FACCIAMO UN BREVE RIASSUNTO:
 

Cioè, non è che non ci ho capito proprio nulla, solo che quando ci sono i non detti io me ne vado a male pensando ai 3000 significati che potrebbero avere quelle parole (questo quando leggo, diventano 10000 nella vita reale).

 

Fatte queste dovute premesse, partiamo con il riassuntello: Fernanda si ritrova, suo
malgrado, legata a una sedia in qualche posto sperduto. Chi l’ha rapita è la sua insegnante di letteratura, Clara.

Ma come siamo arrivate a questo punto della storia? Monica Ojeda ce lo spiega nelle
successive pagine (grazie ar ca).


Avete presente quelle sedicenni maleducate, strafottenti, insomma quelle che vi
bullizzavano quando eravate voi le adolescenti e che ora, da adulte, vorreste dare loro le sberle che i genitori non hanno evidentemente dato, solo che non lo fate perché c’è un libro che si chiama codice penale? Ecco, Fernanda è una di quelle ragazze, cioè fa parte di un gruppo di 4 / 5 che ha eletto come suo spirito guida la più terribile di tutte: Annelise.
Già vi sento prendere le difese della professoressa.

 

Il gruppetto passa il suo tempo tra la scuola (ah! Ho dimenticato un dettaglio importante: le ragazze sono ricche, quindi quanto sopra moltiplicato per 100) e un edificio abbandonato. In questo edificio, le ragazze via via si spingeranno a fare delle prove, o penitenze, sempre più ardue e violente.

 

Annalise si fa profeta di un Dio Bianco e intesse storie tra un mix di fantasia e racconti
creepypasta (se non sapete cosa sono, andate a vedere, se siete abbastanza forti). Così la leader del gruppo tiene le redini e forza le amiche verso giochi violenti.
Fernanda e Annalise intrecciano anche altro, ma lo fanno alla loro maniera, allo stesso
tempo coraggiose, confuse e quasi irritate.

 

Dall’altra parte c’è Clara, l’insegnante, arrivata da poco presso l'istituto dove studiano le ragazze.
Che dire di Clara? È il perfetto giocattolo per delle ragazze come Annalise e Fernanda. Donna schiva, timida, ossessionata morbosamente dalla madre, tanto da portarne i vestiti, il taglio dei capelli e i problemi alla colonna vertebrale (cioè costringe la sua colonna ad assumere la posizione storta di quella della madre).

L’esasperazione e il passato porterà la donna a rapire Fernanda.

 

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FACCIAMO UNA BREVE RECENSIONE:

 

Un libro disturbante che tiene la lettrice in continua tensione, in un crescendo di follia.
Praticamente io mi sono trovata trasportata nella mia cameretta a leggere, quasi di
nascosto, Stephen King: questa è la misura della scrittura di Mónica Ojeda.
Mi sono ritrovata a dover prendere delle pause perché davvero un po’ troppo tutto per il mio povero cervello, però penso che sia questo che ci dà la misura di un libro scritto magistralmente: se ti scuote, è perché te lo rende reale.

 

Le ragazze protagoniste, in parte le vorresti menare e in parte proteggere, ne vedi
l'incoscienza dell’età. Inoltre, da adulta riconosci quei modi che in passato hai avuto per mostrarti più grande della tua età, quando volevi affermare la tua individualità.
Inoltre, la consapevolezza di te stessa che spaventa, che rinneghi, ma che emergerà forte e violenta fino all’epilogo, quando tutta la trama e l’ordito vi porterà al quadro finale, che vi sarà chiaro e cristallino.

 

La tensione di cui parlavo all’inizio non è solo per la violenza in crescendo dei giochi fra le ragazze, ma anche per l’attesa di capire cosa è successo a Clara, cosa l’ha portata ad avere una crisi così potente da farle rapire una sua allieva.
Bene, ora che vi ho terrorizzato abbastanza e credo che poche avranno il coraggio di
affrontare questo libro, vado a guardare solo film d’amore per sei mesi, come mi disse la mia amica Stefania, dopo la scena del ristorante di Kill Bill.

 

FACCIAMO UNA BREVE MORALE:

 

Sei sicura di voler giocare a questo gioco?

 

FACCIAMO UNA BREVE VOTAZIONE:

 

Lesbodramma: ★★★★★

Virginia Woolf: ★★★★★

Poiana: eh, chi può dirlo se sopravvive Ferdinanda.


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Fine

Mandibula di Mónica Ojeda | recensione

17,10 €Prezzo
  • Autrice:

    Mónica Ojeda

    N°Pagine:

    336

    Categoria: 

    Libro lesbo

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